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Gabbia.

Mi manca l’aria seppur respiro.

Sono.

Io sono quella con gli zigomi alti e gli occhi cinesi.

2017

3 gennaio: già piango.

Spegnere.

Quando qualcosa finisce si dovrebbe cancellare dalla mente, in automatico.

Corpo.

Ho conosciuto il dolore. Quello puro.

Quello della malattia, della morte, quello che ti distrugge, che devasta, quello che ti fa piangere in silenzio, di nascosto dietro a degli occhiali da sole e ho conosciuto quello a cuore aperto, quello che non ti importa di chi ti sta accanto, devi.

Non è un bel periodo, ho passato e sto passando la mia esistenza tra quattro mura, dove ogni giorno sembra andar peggio, e si, qualche volta ho anche pianto, con quegli occhi un po a mandorla.

Il corpo è stremato, e quando a 30 anni non riesci neanche a stare in piedi per più di pochi minuti, quando non sei in grado neanche di lavarti da solo, ma impacciatamente, con qualche capogiro e appoggiando le mani a qualunque appiglio riesci a farlo, quando ti aggravi, quando il tuo corpo non accetta nulla, quando nonostante provi a fargli del bene lui ti risponde con il male, è proprio lì che ami ancora più la vita, che desideri ancora di più la normalità, un tramonto al mare, la pizza napoletana, il sushi del fine settimana, le scarpe alte ma comode, il rossetto rosso e il capello in ordine, il proprio lavoro e il desiderio di migliorarsi sempre.

Quindi mio caro corpo, io te lo ripeto, tu non hai capito un cazzo, e ti puoi ribellare quanto vuoi, puoi decidere di fracassarmeli sti reni, puoi decidere di non farmi più mangiare, puoi decidere di ridurmi all’osso, ma ti avviso, non hai capito un cazzo. Vinco io.

Mai noi.

Quelle cose mai nate che forse non smetteranno mai di mancarti.

La distanza fa schifo.

Isola felice.

Tu sei la mia isola felice, quello che un po’ ho sempre voluto, addormentarsi abbracciati, alzarsi insieme, tu che prepari il caffè ed esci dal frigo il succo d’arancia, io che prendo la torta e i biscotti.

A volte le cose più semplici sono le più belle

Sensi di colpa.

Non è che io non abbia avuto nulla da dire, è che tutte le volte che avrei voluto farlo stavo con chi mi fa stare bene e avrei voluto dirlo, ma non potevo, e so che sarà devastante quando andrà via, quando partirò per le ferie e andrò da lui, sarà devastante quando mi troverò in un altro letto con una persona a cui voglio bene ma che non amo, sarà devastante quando in silenzio mi concederò, sarà devastante fare paragoni. “Io penso che ne valga la pena” questo mi diceva questa notte e io che pensavo che vorrei essere meno codarda e non mi chiede nulla, nulla di più di quello che gli do, mi accarezza il viso, mi guarda, mi sorride e mi dice che mi vuole bene, dice che me ne vuole più di quando io ne voglia a lui, e io lo contraddico, ma so che ha ragione, ed è giovane, dio se è giovane, 8 anni in meno di me, e io penso “Milla ma sei pazza?” ma poi penso che lui non è come gli altri, lui è intelligente, molto, troppo e mi guarda e mi sorride e io non posso che pensare che va bene così 

Oroscopo.

Una casa che brucia tutta la notte.

Svista.

Quindi così funziona? 

Vedi un tipo per la prima volta e pensi”che c’entro io con lui?”

Poi passano tre mesi e il tipo si trasferisce quasi da te.

Ricredersi.